René Magritte (1898.1967)
Lettera autografata firmata a Rose Bauwens-Capel
Due pagine in ottavo su carta intestata. Busta autografa, affrancata e timbrata.
Bruxelles. 7 febbraio 1962.
Dalí è troppo sottomesso alle idee rispettabili per meritare un titolo diverso da quello di "pittore per preti".
Una lettera straordinaria e preziosa del pittore surrealista, che rivela la sua visione della sua opera e confuta vigorosamente tutte le interpretazioni del suo uso del simbolismo. Magritte conclude la lettera con un paragrafo feroce contro Salvador Dalí, confessando al contempo la sua ammirazione per Ernst e de Chirico.
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«Gentile Signora, La ringrazio per la Sua lettera del 2 febbraio, ma ritengo doveroso precisare che le interpretazioni dei miei dipinti dovrebbero essere non solo indifferenti, ma completamente separate dai dipinti stessi. Non si tratta di "enigma" o "rompicapo" da risolvere tramite interpretazione o spiegazione. Tali giochi sono certamente piacevoli, ma la pittura che creo non corrisponde a questi giochi, per quanto onorevoli possano essere. Pertanto, per quanto riguarda "Il Seno" (e anche gli altri miei dipinti), non si pone la questione di una simbolizzazione di alcunché : il seno umano, ad esempio. Non è una questione seria, poiché senza una qualche spiegazione, il dipinto sarebbe del tutto incapace di comunicare allo spettatore che simboleggia "il seno umano".»
La pittura è incapace di esprimere idee e sentimenti. La pittura, quando non c'è mistificazione, si limita a mostrare. Nel caso de "Il seno", il dipinto mostra semplicemente un mucchio di case. Un'immagine del genere ci mostra l'ignoto (non sapevamo prima di questo dipinto: un mucchio di case). È forse più interessante di un'idea nota, come quella del seno umano, per esempio? D'altra parte, voler "interpretare" un'immagine dell'ignoto significa fraintenderla, volerla eliminare, volerla sostituire con un'idea nota: il seno materno, la giustizia, il bene e il male, ecc. "Il seno" mostra l'ignoto, vale a dire le cose stesse (e non l'idea che abbiamo delle cose). Mostra un mucchio di case. Le case stesse, ciò che sono veramente. E cosa sono? Un mucchio di mattoni e pietre che ha cambiato aspetto, ma che – sotto l'apparenza – è rimasto pur sempre mattoni e pietre posati sulla terra?
Riguardo a Dalí, che lei menziona come se condividessi il suo interesse per lui, devo dirle che il suo uso dei simboli è sufficiente a classificarlo – a mio parere – tra quei pittori che non possiedono una vera libertà di pensiero. È troppo legato a idee rispettabili per meritare un titolo diverso da "pittore per preti". A parte Chirico e Max Ernst, non c'è nessun pittore al mondo che mi interessi. »
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Magritte si riferisce qui al suo dipinto Il seno, realizzato nel 1961, che raffigura un gruppo di case multicolori all'orizzonte. L'opera si trova ora nella collezione dei Musei reali di belle arti del Belgio a Bruxelles.
La coppia di collezionisti, Rose Bauwens e Joseph Capel, era amica intima degli artisti surrealisti. Rose Bauwens-Capel fu anche la direttrice della rivista Le Ciel bleu, pubblicata nel 1945, alla quale contribuirono Breton, Colinet, Magritte, Mariën, Picasso, Scutenaire e altri.
Rif: David Sylvester (a cura di), Sarah Whitfield & Michael Raeburn, René Magritte, Catalogue Raisonné, Anversa, 1994, vol. IV, appendice 140, pag. 325.